22.01.2009
SMaC Card - le origini del progetto
Dal salvadanaio di coccio a quello elettronico
Il grande successo della carta SMaC parte da un’idea del 2001 quando crollarono le torri Gemelle.
Idea e piattaforma informatica ‘made’ Cassa di Risparmio:
intervista al
vice direttore Vladimiro Renzi
La San Marino Card è un vero e proprio successo.
Distribuite le carte a tutti i capifamiglia, ora gli istituti di credito e le attività
commerciali abilitate sono letteralmente presi d’assalto dai ‘familiari’ che hanno sperimentato il
borsellino elettronico del capofamiglia e si sono resi conto della trasformazione indotta dalla
SMaC nel sistema degli acquisti.
Ma come è nata la SMaC,
chi ha avuto l’idea originaria e chi ha messo a disposizione le
proprie conoscenze affinchè il progetto potesse decollare? Abbiamo indagato intorno alle
origini del progetto della moneta elettronica sammarinese e abbiamo scoperto che l’idea è nata per
rispondere ad uno dei momenti più drammatici della storia recente, l’11 settembre 2001, il crollo
delle Torri Gemelle e le conseguenze che causò questo atto di terrorismo internazionale sui
consumi.
Vladimiro Renzi, vice direttore della Cassa di Risparmio, ricorda quei momenti:
“Gli effetti sul commercio dovuti alla tensione internazionale
dopo l’11 settembre si fecero sentire in modo evidente anche a San Marino.
All’epoca un gruppo di commercianti venne a parlare in banca per
capire se potevano essere sviluppate delle proposte capaci di dare una risposta alla crisi”.
D – Vi venne immediatamente in mente l’idea della SMaC?
R – “Nel 2001 era
già in uso la
Cartazzurra, definita con l’Istituto
per la Sicurezza Sociale, distribuita a tutti i sammarinesi e a tutti coloro che sono in possesso
di un codice Iss, identificativo della propria posizione sanitaria, ma poi immediatamente
utilizzato quale identificazione ufficiale anche per ogni altro rapporto fra l’utente e l’a
mministrazione pubblica. Cassa di Risparmio, che aveva sposato e finanziato il progetto, aveva
anche colto l’occasione per associare la funzione bancomat alla stessa Cartazzurra”.
D – Avevate quindi sviluppato una tecnologia (piattaforma
informatica) capace di gestire un mezzo ancor più complesso come si è poi configurata SMaC?
R – “
La piattaforma era stata testata, ed eravamo pronti come Cassa di
Risparmio a metterla a disposizione per l’intero sistema commerciale. Nel 2001 e anche negli
anni seguenti però non si trovarono le giuste convergenze affinchè si potesse giungere ad un così
importante risultato”.
D – Che cosa ne impediva l’attuazione?
R – “Prima di tutto
occorreva sensibilizzare l’intero sistema: tutto il settore
commerciale, il sistema finanziario e lo Stato.
Tutti avrebbero dovuto fare la loro parte, investendo sul
progetto affinchè la nuova carta potesse essere veramente vantaggiosa per il cliente. Quando
le cose sembravano volgere a soluzione, lo Stato propose di incentivare gli acquisti con dei premi.
Noi allora sostenemmo che il vantaggio non poteva essere quello, ma doveva tradursi in moneta
eletronica da potersi utilizzare per nuovi acquisti. Tutti convennero nell’accettare la nostra
proposta e ritengo che da questa dipenda parte del grande successo che sta avendo la carta”.
D – Effettivamente la SMaC sta diventando una sorta di
salvadanaio elettronico che si alimenta con gli sconti e ciò induce ad utilizzarla sempre e a
richiederne l’utilizzazione da parte degli esercenti. Così San Marino diventerà un unico grande
centro commerciale?
R – “E’ proprio questo l’obiettivo, un sistema che interessa un intero Paese, ma che funziona
come circuito chiuso, dove
il vantaggio di chi fa la spesa a Dogana, si ripercuote su chi fa
altrettanto nel centro storico di Città e in ogni altra parte del territorio.
Cassa di Risparmio è lieta di aver fornito a
questa idea le gambe per camminare. Prima l’idea iniziale, quindi la piattaforma
informatica, infine l’appoggio logistico, sono stati messi a disposizione dalla nostra banca per l’i
ntero sistema. Siamo lieti che tutti possano oggi usufruirne”.
D – Sviluppi per il futuro?
R – “Uno degli obiettivi che ci poniamo è quello che la carta possa diventare a tutti gli
effetti ‘moneta elettronica’. Ancora pochi sono coloro che ricaricano la carta direttamente e la
funzione di borsellino è svolta sopratutto dall’accumulo in valore degli sconti praticati dagli
esercenti. Ma domani, quando i primi clienti si renderanno conto della praticità di usarla anche
come mezzo di pagamento – e lo faranno sicuramente perchè potranno così utilizzare il credito
accumulato – di certo SMaC potrà svolgere anche questa funzione fino a ridurre in modo
significativo l’utilizzo del denaro contante”.
D – Oggi l’intero sistema promuove la carta SMaC. Ma non sarebbe
necessario essere grati anche a chi l’ha resa possibile?
R – “
Noi continueremo a dare il nostro forte contributo affinchè il
sistema possa svilupparsi anche verso tutti coloro che non risiedono in territorio, ma qui
possono venire a fare acquisti. E’ giusto che questa grande idea sia oggi un patrimonio comune e
siamo lieti di aver contribuito al suo successo. Ancora una volta Cassa di Risparmio si propone
come ideatore di soluzioni e realizzatore delle stesse e a tal proposito
voglio ricordare l’opera prestata in questo progetto dai
colleghi Annalisa Cecchetti e Gian Luigi Bonfé di Cassa di Risparmio e da Franco Carrea e
Nicola Selva di Centro Servizi,
e sottolineare l‘ottima collaborazione che si è instaurata in
questi mesi con la Segreteria di Stato alle Finanze, in particolare con il Segretario alle
Finanze e con i Dirigenti della Segreteria Mauro Casali e Marco Giulianelli.