Il default tra codice della crisi e regolamento UE N. 575/2013
Mercoledì 24 febbraio, l’Università degli Studi Link Campus University ha tenuto l’interessantissimo webinair dal titolo: “Default tra codice della crisi e regolamento UE 575/2013”.
Il seminario si è aperto con i saluti del Magnifico Rettore dell’Università e Presidente di Cassa di Risparmio, Prof. Carloalberto Giusti, che ha rivolto alle persone collegate. Ha presentato il webinair quale utile spunto di riflessione per affrontare le novità regolamentari per la stabilità del sistema finanziario che avrà ripercussioni sulla fragilità delle imprese.
Prestigiosi relatori quali il Direttore Generale dell’A.B.I. Giovanni Sabatini che ha evidenziato l’importanza delle banche in quanto saranno una parte della soluzione alla crisi economica in corso, aggravata dalla pandemia del Covid-19.
Le regole sono state stabilite per affrontare una crisi di liquidità come quella del 2008, afferma Dario Scannapieco, Vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti, e non una di domanda come quella attuale.
Aumenteranno i default delle imprese in base ai nuovi regolamenti con la sola presenza dell’1% di arretrato o uno scoperto di 500 per più di 90 gg. I crediti delle banche verranno ceduti ad aziende che non avranno alcuna intenzione di tenere in vita le imprese, per il Professor straordinario Michele Vietti, il loro unico obiettivo sarà quello di rientrare il prima possibile nell’investimento.
Per Raffaele Lerner cambia il concetto di default. Il fallimento viene vissuto come qualcosa di punitivo, mentre nei sistemi anglosassoni il significato è quello di qualcuno che ci ha provato e non ci è riuscito. La storia è piena di persone di successo che in passato erano anche falliti. Ben 2 presidenti degli Stati Uniti nel corso della loro attività imprenditoriale sono falliti: Donald Trump ed Abramo Lincoln.
Con i nuovi indicatori le ristrutturazioni finanziarie saranno utili solo per le società che avranno prospettive di rimanere sul mercato. Le società sottocapitalizzate, per Federico Fornasari della Banca d’Italia, tempo 1 massimo 3 anni usciranno dal mercato.
Le Banche si stanno già riorganizzando nella concessione del credito, come afferma il Professor Gianfranco Vento, Amministratore Delegato di Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.A.. La crisi attuale, aggravata dalla pandemia, ha generato ritardi nei pagamenti e di conseguenza anche negli incassi. Tutto questo si ripercuoterà anche sulle banche che saranno chiamate a maggiori accantonamenti e a loro volta porteranno ad un rallentamento dell’economia, quindi recessione.
Le banche non potranno più compensare debiti e crediti, evidenzia la Professoressa Graziano, se non per volontà espressa dei clienti.
In conclusione, il rapporto tra nuovi prestiti e NPL negli ultimi anni si è ridotto notevolmente arrivando quasi all’1%, il buon lavoro si arresterà presto a causa della pandemia che non è solo una crisi sanitaria ma sarà sempre più una crisi economica, come afferma la Professoressa Cardi.
Il webinair ha visto oltre 200 collegati, tra cui liberi professionisti, commercialisti ed avvocati da tutta Italia e Repubblica di San Marino, con piena soddisfazione degli organizzatori.
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